La chiamano la citta’ degli scheletri per almeno tre motivi. Per quell’infinito panorama di rovine, per i morti che trent’anni di guerre hanno provocato, ma anche per i segreti, le paure, i fantasmi che ancora attanagliano Kabul.
dicembre 2001

Finalmente scopro Kabul. Ferita. Variopinta. Incredibile ammasso di umanita’. Su ogni palazzo ci sono i segni pesanti di tutte le guerre che l’hanno violentata, da secoli. Il vecchio bazar dei quattro portici e’ ormai un’enorme baracca, il mausoleo di Timur Shah sventrato, la fortezza di Bala Hissar un cumulo di macerie. Avevo letto da qualche parte: Kabul e’ la citta’ che non c’e’. Invece e’ bellissima. Me ne innamoro, d’istinto.
Body Count
Difficile stabilire le cifre esatte della guerra. Secondo una fonte attendibile i morti, dal 2001 ad oggi, sarebbero 19.629 in totale. Così suddivisi: 8527 soldati afghani, 1140 soldati americani, 772 soldati della coalizione (29 italiani), 298 contractors, 8813 civili, 32 giornalisti. AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE
Tre i giornalisti morti quest'anno, due stranieri: l'inglese Rupert Hamert e il francese Severin Blanchet. LA LISTA COMPLETA
Ancora in mano ai talebani due giornalisti francesi rapiti a dicembre nel nordest, Herve Ghesquiere e Stephane Taponier di France3.
Le vittime italiane

Il 19 novembre 2001 è uccisa Maria Grazia Cutuli (Corriere della Sera)
Tre i giornalisti italiani rapiti
- Clementina Cantoni (16 maggio 2005 per 24 giorni)
- Gabriele Torsello (12 ottobre 2006 per 23 giorni)
- Daniele Mastrogiacomo (5 marzo 2007 per 14 giorni)
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Pingback: L’arrivo a Kabul | La Torre di Babele
Pino, le tue parole e le immagini hanno davvero il potere di farci sentire sul posto. Solo che a noi non tocca andare in giro col “ferro”, né sperimentiamo i rischi, come hai fatto tu….Grazie per queste cartoline, veri spaccati di vita.
Ne ho tantissime altre, a migliaia. Piano piano le metto.
Anche il mio Alessandro ne ha scattate molte.L’Afghanistan è una terra,pur se devastata da guerre infinite,bellissima.Ammalia.