Kabul Cafè

Sussurri e grida dall'Afghanistan

La storia di Sahar

Si chiama Sahar, ha 15 anni ed è una sposa bambina afghana. Lo scorso 27 dicembre è stata salvata dalla polizia dopo essere stata picchiata e rinchiusa in una toilette per oltre cinque mesi per aver sfidato la famiglia del marito che ha cercato di costringerla a prostituirsi.  Sahar ha ricevuto in ospedale a Kabul la visita dei rappresentanti del governo. “Chi è responsabile delle violenze contro questa ragazza deve essere perseguito dal governo afghano in modo che altri imparino la una lezione” ha detto il ministro della sanità Suraya Dalil. Sahar Gul, sposatasi 7 mesi fa, versava in condizione critiche quando è stata tratta in salvo dalla polizia nella sua casa nella provincia settentrionale di Baghlan. Gli agenti sono stati avvertiti dai vicini che hanno denunciato di sentire la ragazza piangere e lamentarsi. Alla vittima i parenti acquisiti avrebbero strappato i capelli e le unghie delle mani e rotto le dita. Oltre a torturarla con ferri arroventati. Il caso ha scioccato l’Afghanistan e il presidente Hamid Karzai ha annunciato che chiunque abbia compiuto violenza nei confronti della ragazza deve essere punito. La suocera e la cognata della giovane sono state arrestate mentre il marito e il suocero sono riusciti a scappare. Sahar sarà sottoposta a trattamenti medici in India. Secondo un rapporto dell’Onu, un terzo delle donne afghane sono esposte a violenze fisiche e psicologiche, mentre un 25 per cento circa subisce atti di violenza sessuale. (Ansa)

Un commento a La storia di Sahar

  1. gianluca gennaio 1, 2012 alle 5:04 pm

    e quanti casi simili, rimangono nascosti!

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